L’importanza della comunicazione visiva la conosciamo tutti: l’occhio umano tende a soffermarsi sugli elementi che gli provocano curiosità, oppure su quelli che gli ricordano esperienze passate di vita, spingendolo all’immedesimazione. Questa è una regola che conoscono tutti gli esperti di marketing: soprattutto coloro che si occupano di visual merchandising. Vediamo insieme tutto ciò che c’è da sapere sulla figura del visual merchandiser, una delle più importanti nel settore dei fashion jobs.

Come diventare visual merchandiser
Il visual marchandising è una professione che, pur non essendo nota a molte, richiede una preparazione attenta e complessa, in quanto il suo scopo è scatenare nelle persone comportamenti d’acquisto derivanti dall’impatto visivo con le vetrine e gli allestimenti. Per diventare visual merchandiser dovrete quindi studiare attentamente e rivolgervi agli istituti specializzati nella preparazione a questa affascinante professione, come ad esempio l’Istituto Marangoni, che offre i corsi di fashion visual merchandising più famosi non solo in Italia ma anche a livello europeo. Nello specifico, questo corso vi aiuterà ad apprendere il funzionamento psicologico che porta i clienti ad approcciare un negozio per via dell’attrazione verso gli allestimenti delle vetrine e vi preparerà per realizzare vetrine e visual spot interni al negozio che possano mettere a proprio agio il cliente e invogliarlo all’acquisto. Per quanto riguarda le materie di studio, suddivise in un corso di 3 settimane, si va dal marketing al merchandising, passando per lo studio del layout del punto vendita alle tecniche di allestimento.

Perché è importante la figura del visual merchandiser
Non esiste punto vendita, se dietro alla sua costruzione non c’è la mano attenta di un’esperta in comunicazione visuale finalizzata alla vendita. Il motivo è molto semplice: i clienti sono sempre più spesso attratti dalla diversificazione delle vetrine e degli allestimenti e li preferiscono rispetto ai negozi impersonali ed eccessivamente commerciali. Anche perché, più dei prezzi, sono proprio gli allestimenti a sottolineare la qualità di un marchio e la sua appetibilità per chi cerca oggetti o abiti preziosi e di grande stile. Proprio per questo, saper padroneggiare le tecniche di allestimento e di esposizione significa portare clienti al brand per cui si lavora.

Un visual che è anche interior
Bisogna sottolineare che il lavoro del visual designer non si esaurisce certo con l’allestimento delle vetrine. Perché, come sicuramente saprete, un libro non si giudica mai dalla sola copertina. Una volta attirati i clienti, bisogna anche saperli accogliere in un ambiente confortevole, che non li metta a disagio e che anzi li invogli ad acquistare più merce possibile. Il visual merchandiser, dunque, si occupa anche del design degli spazi interni del negozio o della boutique, cercando sempre di rispettare il brand per cui lavora,  ed il messaggio che tale brand vuole inviare ai potenziali clienti attraverso gli oggetti e gli spazi che li ospitano.

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30 Risposte

  1. Federica

    È una figura a dir poco fondamentale, io poi guardo sempre con curiosità gli allestimenti nei negozi ahah ^^

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