Fumare in molti paesi è un’occasione di condivisione, un momento di riflessione o semplicemente la voglia di portare avanti delle antiche tradizioni.
Il fumo, all’inizio delle civiltà umane, non era oggetto di consumo di massa ma qualcosa di sacro: era un’esclusiva dei sacerdoti. Quelli Maya e Atzechi, già verso il mille a.C., soffiavano il fumo verso il Sole e in direzione dei punti cardinali per comunicare con le divinità.
Con il passare degli anni nel mondo del tabacco ne sono cambiate di cose e oggi, seduti nel salotto di un amico, non ci stupiremmo di vederci offerto un kit di sigaretta elettronica piuttosto che un lussuoso scrigno contenente sigari di Vuelta Abajo, ma è invece interessante sapere quali erano i vizi dei popoli antichi e la storia di questi prodotti, alcuni diffusi ancora oggi. Se poi si ha la possibilità di visitare la Turchia, il Messico o Cuba, ben venga anche una serata tra narghilè, sigari e pipe di ottima qualità.

Fumare narghilè a Cihangir, Istanbul
Pittoresco quartiere bohémien, qui potrete trovare diversi locali in cui bere del tè, ammirare scorci meravigliosi della città su terrazze colorate e ovviamente rilassarvi fumando il caratteristico narghilè. In passato quest’oggetto veniva costruito utilizzando una noce di cocco, canne di bambù e tubi e fumarlo era un rito comune che simboleggiava unione, condivisione, amicizia e fratellanza. Oggi il narghilè viene fumato in diversi Paesi del mondo e la pratica si è diffusa anche in Occidente. Il fumo è prodotto utilizzando solitamente foglie di tabacco Virginia impregnate di melassa, che vengono appoggiate su una brace. Famosa la versione senza nicotina e arricchita da aromi di diversi gusti.

Scoprire il calumet sulla spiaggia di Acapulco
La spiaggia di Acapulco è una delle più belle del mondo e, se volete guardare gli intrepidi tuffatori che si lanciano dalla parete rocciosa di La Quebrada, a picco sul mare, potreste farlo rilassandovi sulla spiaggia fumando un calumet, la pipa degli indiani dell’America Settentrionale, che fumavano soprattutto durante la stipulazione di accordi e la firma di trattati di pace e alleanza, come simbolo di condivisione e rispetto.

Un buon sigaro cubano e del whisky a Vuelta Abajo
Ultimamente Cuba, per ovvie ragioni, è presa d’assalto da migliaia di turisti che arrivano qui per cercare di godersi la tipicità del luogo che resta. Proprio per questo potreste sceglierla come meta per concludere questo particolare tour, magari assaggiando uno dei sigari di Vuelta Abajo, incontrando i sapienti fabbricanti del luogo e sorseggiando dell’ottimo whisky.
Famoso in tutto il mondo, il sigaro è un cilindro di foglie di tabacco seccate, fermentate e arrotolate, creato solitamente da fabbricanti di sigari con anni di esperienza nella produzione dei sigari. La tipologia più pregiata è proprio quella che troverete a Vuelta Abajo, anche se dopo la rivoluzione del 1959 le manifatture furono nazionalizzate e quindi la produzione si è spostata anche a Santo Domingo, Honduras e Nicaragua.

Alla fine della Seconda guerra mondiale le stecche di sigarette che i soldati americani ricevevano gratis sostituivano il denaro nelle transazioni al mercato nero. Poi divennero prodotti molto amati dai governi per caricarli di tasse al consumo. Negli anni Cinquanta e Sessanta, con la scusa del realismo, attori, cantanti, e scrittori comparivano con la sigaretta dappertutto, a teatro, al cinema e anche nel piccolo schermo di casa. Le sigarette avevano definitivamente trasformato l’usanza sacra ed estemporanea del fumo in un vizio quotidiano per le masse.

GOVYPE è un’azienda che attinge all’esperienza di British American Tobacco, che da oltre un secolo soddisfa le esigenze dei fumatori: questa società propone una sigaretta elettronica all’avanguardia dove nulla viene lasciato al caso, ma vi ricordo che Vype contiene nicotina e crea dipendenza.

Articolo scritto in collaborazione con GoVype, azienda che crea alternative migliori al fumo con la sigaretta elettronica per il futuro e una vasta gamma di aromi di qualità da mixare.

narghilè foto presa da eljadida

sigaro foto presa da enopress

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37 Risposte

  1. Luna

    Mi manca il sigaro, lo confesso, mai provato ma nonostante sia una fumatrice non mi ha mai ispirato molto.
    Un bellissimo post Ale, interessante e diverso dal solito. Mi piace leggere di tradizioni che non conosco. )
    Mhuà! :*
    Luna
    http://www.fashionsnobber.com

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  2. michy px

    Molto interessante questo tuo articolo, è proprio vero ogni mondo è paese! Io ora sono passata alla sigaretta elettronica ma mi Sto arrivando! che in questi posti resteranno sempre le loro insane abitudini!

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